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I catamarani, ville sull’acqua ideali per godere della pace delle calme baie tropicali, piuttosto che delle suggestive riviere soleggiate. Scafi comodi, spaziosi, il cui ultimo fine è spesso la massimizzazione del comfort e della vacanza all’insegna del relax. Dimenticatevi tutto ciò. Sul mercato dei catamarani c’è un nuovo arrivato e ha ben poco a che vedere con le idilliache condizioni meteo cui tutti stiamo pensando –sebbene offra tutto il necessario per godere anche di quelle. Safehaven Marine, infatti, ha progettato un catamarano di 21.4 metri pensato come un vero bluewater, un catamarano per andare ovunque e in qualsiasi condizione. Velocità massime di oltre 50 nodi, range di autonomia superiore alle 2.500 miglia nautiche, design accattivante compreso di un hydrofoil e tutti i comfort del caso. È il T-2000 Voyager, il nuovo catamarano da crociera pensato per affrontare anche il viaggio più estremo.
T-2000 Voyager
Per capire al volo di che pasta sia fatto il l T-2000 Voyager, è il caso di fare un passo indietro e guardare a chi lo ha progettato e realizzato: Safehaven Marine. L’azienda basata a Cork (IRL) è, infatti, tra le “big” sul fronte della costruzione di Pilotine, SAR (Search and Rescue); Pattugliatori e Interceptors, sia per il settore Navale, sia per il Militare. Un business che le ha offerto ben 25 anni di esperienza nella costruzione di scafi capaci di affrontare anche le peggiori situazioni. E da questa esperienza trae lezioni il nuovo T-2000, un catamarano pensato per chi, in crociera, vuole poter andare ovunque. Del resto, oltre alla performance, a bordo non manca il comfort, con ben tre cabine, sei posti letto, saloni, lounge e prendisole…
T-2000 Voyager
T-2000 Voyager – Esterni
Il T-2000 Voyager non è il classico catamarano canonico, e questo è chiaro. Basta guardarlo per accorgersene. Linee taglienti, slanciate, impennaggio prodiero elevato, bilanciato però da una sezione inferiore invertita, eliche di superficie… Il look non è tutto, ma generalmente la dice lunga sulla tipologia d’uso. E qui, indubbiamente, basta il look per capire le capacità “adventure” del T-2000. Non ci si faccia, però, trarre in inganno. Perchè se, per arrivare là dove si è diretti il T-2000 può affrontare centinaia e centinaia di miglia in mari difficili, non vuol dire che pecchi poi di comfort. Un esame più attento lo dimostra.
La poppa accoglie con due distinti accessi all’acqua e/o alle banchine, uno per scafo, con comode scalinate protette verso il pozzetto. Qui si nota subito una piccola plancia retrattile, che lascia aperto lo step sovrastante l’acqua. Perché? Per le eliche di superficie, non appena sotto. Ovviamente, a eliche ferme lo step torna al suo posto. Appena in pozzetto, in compenso, il comfort si impone, offrendo subito un ampio divano a J con tavolo centrale espandibile e un piano di cottura con lavandino e barbeque. Qui, sempre in pozzetto, troviamo anche una grua da 250 chili per sollevare il tender, così come le scale di accesso al piccolo fly.
T-2000 Voyager
Attraverso passavanti protetti, aggirando la pilot-house, si accede agli spazi prodieri, dove la sezione mezzanina tra gli scafi è sì più corta di questi (per evitare che le onde si infrangano in coperta), ma comunque spaziosa abbastanza da offrire un’area conviviale con divano a C e tavolo centrale. Da qui, attraverso un boccaporto per scafo, si può accedere a due ambienti prodieri distinti, uno inteso come spazio di stivaggio, l’altro attrezzato per essere un workshop.
T-2000 Voyager – Pianetti di coperta
T-2000 Voyager – Interni
Il fulcro della vita di bordo, su di un catamarano capace di autonomie comprese tra le 1000 e le 3000 miglia, è necessariamente distribuito lungo tutti gli spazi, accogliendo così le diverse necessità come le diverse casistiche presentate dal meteo. Al ponte principale, quindi, troviamo un grande spazio conviviale. Sulla dritta, non appena entrati, prende vita la cucina di bordo, sviluppata su un layout a U e completa di piani di lavoro, spazi di stivaggio, frigo, freezer, fornelli e lavandino. Oltre, sempre sullo stesso lato, una poltrona ergonomica con cinture di sicurezza affaccia sulla stazione di navigazione, completa di strumentazione digitale a schermo.
Salone al ponte principale. Si noti la cucina nell’angolo in fondo
Sul lato opposto alla cucina prende invece vita la zona destinata ai pasti e al convivio. Qui, un grande divano con tavolo arreda gli spazi, affacciato verso la cucina dove, peraltro, è nascosto un televisore a scomparsa. Appena oltre, un secondo tavolino circolare è servito da un divano lounge, creando una piccola area conviviale affiancata alla timoneria, posta invece al centro, appena a poppa del parabrezza. Qui, a pagliolo, un vetro speciale consente di avere visuale dell’hydrofoil sottostante.
Vista del salone dall’angolo cucina
Spostando invece l’attenzione sottocoperta, il centro barca e porzione dello scafo di dritta sono innanzitutto dedicati alla cabina armatoriale. Questa dispone di un ampio letto matrimoniale, di un divano con scrivania, inteso come “spazio ufficio”, di un armadio per lo stivaggio del vestiario e di una toilette en-suite con doccia. Nello scafo di dritta, invece, ci sono due ulteriori cabine, una cabina matrimoniale con toilette, scrivania e terza cuccetta singola, e una piccola cabina prodiera con servizi igienici privati, quest’ultima accessibile, però, dall’esterno.
Layout della zona notte
T-2000 Voyager – Progetto e prestazioni
Venendo al fronte relativo le prestazioni, innanzitutto è da considerarsi il progetto delle linee d’acqua. Lungo 21.4 metri fuori tutto, 17.95 metri al galleggiamento e 6.25 al baglio massimo, il T-200 Voyager è uno scafo pensato per affrontare mari anche tempestosi, poter affrontare lunghe traversate, e poter viaggiare a velocità elevate (30 kn) anche in mari formati. Alla luce di questo, il design segue la funzione. La prua, come vedevamo, è forse il primo elemento che colpisce. Il dritto è infatti diviso su due sezioni, una invertita, per meglio tagliare l’onda e allungare la LWL, nella sezione inferiore; l’altra, la superiore, dal design più tradizionale, è alta, per facilitare la discesa dall’onda se in navigazione con mare in poppa, riducendo così anche lo spruzzo.
A questo si aggiunge la scelta di arretrare il corpo centrale dello scafo, rispetto alla prua. Soluzione che evita gli impatti con il mare, oltre a favorire il baricentro e migliorare l’efficienza dell’hydrofoil. Perché, sì, il T-2000 è dotato di hydrofoil, qui impiegati per fornire lift e ridurre la superficie immersa. Attenzione, non si tratta però di uno scafo foiling, ma di uno scafo ad alta efficienza planante, efficienza raggiunta anche grazie all’adozione di eliche di superficie, una per scafo, spinte da due motori MAN V12, per velocità massime anche superiori ai 50 nodi. In termini di autonomia, infine, il range non scherza, con i seguenti numeri a confermarlo: 1.000 mn a 30 nodi, 1.500 mn a 16 kn, 2.500 mn a 10 nodi e, infine, ben 3.000 mn a 8/9 nodi. Una capacità impressionante che ne fa, come da intenzione, un bluewater da non sottovalutare.
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5 commenti su “T-2000 Voyager, il catamarano da 50 nodi per le crociere più estreme (21.4 m)”
OCCHIO AGLI ZERI DELL’AUTONOMIA IN NM….
Grazie, corretto!
Buon pomeriggio,
La redazione
Scrivete che posso averlo anche io… 2000 euro al mese guadagno. Cosa mi prendo il tienti bene a rate?
🤔🤔🤔🤘
Corretto solo in parte:
30 kn > 1.0000 mn
16 kn > 1.5000 mn
10 kn > 2.5000 mn
8-9 kn > 3.000 mn
Quanto costa?