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Di solito ci fidiamo ciecamente della strumentazione elettronica di bordo, e facciamo male, perché anche gli strumenti possono sbagliare, GPS incluso: ecco quello che c’è da sapere per evitare brutte sorprese e ottimizzarne il funzionamento.
Il ricevitore GPS (acronimo di Global Positioning System, ovvero sistema globale di rilevamento della posizione) è uno strumento in grado di calcolare all’istante latitudine, longitudine e elevazione del punto in cui si trova la vostra imbarcazione. Nato negli anni ’70 per scopi militari, si diffuse su larga scala dopo il 2000, quando Bill Clinton ordinò l’eliminazione della limitazione della precisione del segnale usato dai GPS civili (prima di quella data l’errore residuo era di circa 100 metri) rendendoli precisi come quelli militari: ad oggi l’errore si calcola in pochissimi metri. Per funzionare, il GPS ha bisogno della visuale simultanea di 4 satelliti per risolvere complesse equazioni che forniscono i dati relativi a longitudine, latitudine, ora locale ed elevazione. Tutte le altre informazioni fornite dallo strumento, come la velocità e la rotta, sono dedotte per differenza fra punti successivi. La maggior parte dei GPS in commercio lavora su almeno 12 canali e quelli di fascia più alta fino a 20: questo numero rappresenta il numero di satelliti di cui l’unità riesce a tenere traccia simultanemente per agganciare i segnali.
DOVE POSIZIONARE L’ANTENNA A bordo, l’installazione dell’antenna GPS non creerà particolari problemi: trattandosi di un dispositivo omnidirezionale e molto sensibile, potrete alloggiarla dove vi è più comodo. Se avete una barca di vetroresina, on vi occorrerà avere un’antenna esterna ma sarà sufficiente montare sottocoperta un apparato con antenna integrata. I display multifunzione sul mercato e persino alcuni modelli di VHF portatili ormai incorporano l’antenna GPS. Tornando alla classica antenna esterna, fino a quando ha una buona visuale del cielo la precisione del ricevitore non ne risente: ma in determinate situazioni questa precisione può venir meno. Per esempio molti GPS marini quando riescono ad agganciare solo 3 satelliti fissano l’elevazione a zero, per dedurre latitudine, longitudine e ora: esistono altri algoritmi per gestire segnali deboli e intermittenti, che possono deteriorare ulteriormente la precisione. Sul display del vostro GPS fra le varie schermate troverete il parametro relativo alla precisione della posizione, (in inglese, accuracy): verificate che il numero riportato sia intorno ai 10 metri al massimo (o 30 piedi), un numero maggiore potrebbe essere sintomo di un’installazione non ottimale o di un’antenna con cattiva ricezione.
LE IMPOSTAZIONI INIZIALI
Quando acquistate un nuovo GPS dovrete verificare che le coordinate esposte siano compatibili con le coordinate della carta nautica che state utilizzando. Esistono infatti vari sistemi geodetici che definiscono la rappresentazione virtuale del globo come il WGS84, il NAD83, l’ED50 e molti altri. Quasi la totalità dei GPS in commercio è impostata sulla convenzione del World Geodetic System 1984, o WGS84. Su ogni carta nautica è espressa la compatibilità: la maggior parte delle carte nautiche è tracciata su questo sistema geodetico ma è bene verificare sempre. Un errore di impostazione del GPS o una carta nautica che si basa su un altro sistema geodetico possono portare a differenze anche di svariate centinaia di metri, sufficienti a farvi finire a scogli. Ovviamente questo è un problema che vi troverete a dover fronteggiare qualora il vostro GPS, fisso o portatile, non sia cartografico, e quindi non preveda l’overlay in tempo reale tra la vostra posizione e la mappa di riferimento.
Imparate a non fidarmi ciecamente del GPS, operando sempre controlli di plausibilità rispetto alla posizione fornita dallo strumento: alcuni dispositivi smettono di aggiornare le coordinate se perdono il segnale, e dando solo una rapida occhiata al cartografico potreste non accorgervi del problema. Durante una lunga navigazione, specie se perdete di vista la costa, è opportuno segnare regolarmente la posizione del GPS su una carta nautica, in caso di problemi avrete un punto di riferimento recente. Tenete presente inoltre che errare è umano, quindi prestate particolare attenzione: l’uso più comune di un ricevitore GPS consiste nel settaggio di waypoint che volete raggiungere in navigazione, e succede a tutti, prima o poi, di dirigersi verso un punto con le coordinate sbagliate, dove per arrivare al quale si è in rotta di collisione con ostacoli e scogli.
LA NAVIGAZIONE CON IL CARTOGRAFICO
Se state navigando verso un waypoint creato con il cursore su un plotter cartografico (o su un programma di navigazione) controllate che non ci siano pericoli come secche o scogli fra voi e il punto selezionato: zoomate poi sulla rotta e analizzate il suo percorso fino al waypoint, perché all’aumentare dell’area rappresentata diminuirà il dettaglio, quindi potreste non individuare boe, piccole secche, scogli affioranti e affini. In navigazione, inoltre, dovrete tenere sotto controllo la separazione laterale rispetto alla rotta tracciata inizialmente. Questa separazione è chiamata Cross Track Error, o XTE. Se non siete sulla rotta originaria potreste trovarvi di fronte a ostacoli che non avete preso in considerazione. Quando navigate lungo una serie di punti (una situazione piuttosto comune, ad esempio, quando si organizza una sessione di pesca alla traina), è probabile che non passiate esattamente sul waypoint che avevate impostato. Ad un certo punto dovrete decidere di passare al waypoint successivo: in genere il cartografico è impostato per farlo in automatico, quando realizzerà che non vi state più avvicinando al suddetto waypoint ma siete andati oltre. Il GPS potrebbe deciderà quindi di far rotta verso il waypoint successivo e se non controllate la rotta sulla carta nautica potreste avere brutte sorprese lungo la nuova rotta ricalcolata dal punto in cui vi trovate. Non dimenticate di esercitarci con la carta nautica tradizionale, perché in caso di un problema elettrico (batterie scariche, alternatore difettoso) potreste ritrovarvi in mezzo al mare senza la strumentazione. Per evitare di trovarvi con squadretta e goniometro in mezzo alla tempesta, il nostro consiglio è quello di tenere a bordo un GPS portatile in più.
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