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Un tributo alle aziende e alle persone che hanno fatto grande Barche a Motore in questi 35 anni permettendogli di nascere, crescere, diventare grande sino a questo storico anniversario. In questi articoli le grandi eccellenze della nautica si raccontano e svelano i loro progetti, dando un importante contributo alla conoscenza di questo mondo, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.
Makai M37, il catamarano che non sembra un catamarano, ma uno yacht coupeĢ.
Il designer che progetta catamarani di tendenza
Ha portato il suo design raffinato anche sui catamarani a motore con la linea Makai Yachts.
āLa mia avventura nasce quindi con le barche a motore, quelle da pesca, mi piacevano i Grand Banks, ed era anche lāepoca gloriosa dellāoffshore. Lāidea dellāoggetto barca mi ha sempre affascinato però, proprio a livello di interazione tra scafo e barca. Ricordo a 8 anni una vacanza su una house boat, passavo le ore a trainare un piccolo catamarano giocattolo dietro la house boat, e mi affascinava guardare la scia di questo piccolo scafo galleggiante. A poco a poco diventò quasi una cosa āossessivaā, sul banco a 12 anni disegnavo le barche e facevo arrabbiare i bidelliā ci racconta Emanuele. āMi iscrissi, dopo il diploma al classico, a progettazione navale a La Spezia, ai tempi era ancora a numero chiuso, una facoltĆ tosta, che adesso ĆØ diventata Ingegneria Nautica. Contemporaneamente alle regate in barca a vela che continuavo a fare e che ho continuato a fare fino a oltre il 2012, mi laureai, con una tesi sulle carene e i regolamenti di regata. Un mio amico che era a Marsiglia fece il mio nome a Gilles Vaton, un progettista che allāepoca era giĆ molto avanti nel mondo dei maxi a vela. E tutto iniziò cosƬā prosegue Rossi.
Emanuele Rossi, il progettista āfuori dal coroā che sta conquistando il mercato.
āPer Gilles Vaton collaborai a numerosi progetti anche molto importanti, fino a decidere di fare il grande passo: lāEryd come studio nasce nel 2005, in contemporanea con lāEryd 30 a vela, prima barca a firma solo mia, che fu fatta proprio con lāintenzione di farmi conoscere. UscƬ un render sul Giornale della Vela e un cliente me la chiese prima ancora che fosse completato il primo scafo. Da lƬ ad alcuni anni sarebbero arrivate anche quelle a motore, chiudendo il cerchio con la mia passione di bambino che non era cominciata con la vela.
La prima barca a motore ĆØ stata lāExpression 29 sempre con Gilles Vaton, la prima a firma mia ĆØ il catamarano Makaiā aggiunge Emanuele, che poi ci ha parlato anche di quale sia la sua filosofia di designer di barche a motore. āLa mia filosofia progettuale in realtĆ ĆØ cambiata negli anni, ero partito con una filosofia minimalista. Col tempo mi sono ammorbidito su certe cose, preferisco scelte più funzionali e meno da esercizio di stile. Se dovessi riassumere oggi la mia filosofia progettuale ĆØ quella di essere ācontestualeā, ovvero sapere soddisfare le richieste del cliente nelle esigenze che ti vengono domandate, a patto però di rimanere in quello che io riconosco come un bellāoggetto, qualcosa che noi italiani conosciamo bene, e che sia anche performante Poi devi sapere leggere il mercato, se stai facendo un trawler stai facendo un trawler, inutile inventarsi di rivoluzionare un concetto di successo. Forse sono più un designer da barche custom, perchĆØ mi piace di sforzarmi di cercare sempre qualcosa in più, anche a costo di mettermi in situazioni difficiliā.
E qual ĆØ la barca ideale di un designer come Emanuele Rossi? āLa mia barca a motore ideale, onestamente ĆØ un catamarano Super stabile, spazioso, in rapporto alla lunghezza hai molta più privacy, su un 37 come il Makai hai due cabine separate, velocitĆ di crociera importanti e spesso superiori a quelle di un monoscafo a paritĆ di consumo. Lāunico ostacolo dei catamarani a motore ĆØ forse lāestetica, perchĆØ da progettista non ĆØ facile renderli gradevoli e questo ĆØ un esercizio che mi interessa tantissimo e credo di avere sviluppato con il cat Makai. Il Makai M37 ĆØ un catamarano, ma quasi non lo sembraā. Infine un ultimo tema, molto attuale anche nel mondo dei designer e non solo dei cantieri, lāelettrico. āIn tutta onestĆ 5 anni fa avrei detto no allāelettrico, anche solo per una questione di pesi perchĆØ le batterie pesano tanto e hanno scarsa autonomia. Adesso le cose sono cambiate e migliorate, i tempi sono pù maturi, anche se dipende dal contesto. Per le barche a motore vedo bene anche gli ibridi: entri in rada in elettrico silenziosamente, ma se poi hai bisogno di spinta e autonomia hai la propulsione classicaā. Parola di un designer di tendenza.
Gli interni del Makai M37 con la particolare finestra sulle cabine anteriori dalle quali si “tocca” l’acqua.
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Benvenuti nella sezione speciale āBAM 35 Anniā. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dallāarchivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel
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