Emanuele Rossi e i catamarani a motore “raffinati”

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Un tributo alle aziende e alle persone che hanno fatto grande Barche a Motore in questi 35 anni permettendogli di nascere, crescere, diventare grande sino a questo storico anniversario. In questi articoli le grandi eccellenze della nautica si raccontano e svelano i loro progetti, dando un importante contributo alla conoscenza di questo mondo, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.

Makai M37, il catamarano che non sembra un catamarano, ma uno yacht coupé.

Il designer che progetta catamarani di tendenza

Ha portato il suo design raffinato anche sui catamarani a motore con la linea Makai Yachts.

C’è un progettista italiano che ha disegnato nella sua carriera quasi sempre barche ā€œfuori dal coroā€, scegliendo uno stile personale e ricercato. PerchĆ© va bene assecondare le logiche di mercato, ma prima di tutto lui vuole dare un’identitĆ  molto precisa alle sue barche. Stiamo parlando di Emanuele Rossi, papĆ  degli ERYD, attivo sia sul fronte della vela che su quello delle barche a motore. Le sue barche si riconoscono da scelte estetiche e tecniche che le distinguono dal resto del mercato. ā€œLa passione per il mare risale a quando ero proprio bambino, mi affascinava la pesca con la lancetta e vivere il mareā€ ci racconta Emanuele.

ā€œLa mia avventura nasce quindi con le barche a motore, quelle da pesca, mi piacevano i Grand Banks, ed era anche l’epoca gloriosa dell’offshore. L’idea dell’oggetto barca mi ha sempre affascinato però, proprio a livello di interazione tra scafo e barca. Ricordo a 8 anni una vacanza su una house boat, passavo le ore a trainare un piccolo catamarano giocattolo dietro la house boat, e mi affascinava guardare la scia di questo piccolo scafo galleggiante. A poco a poco diventò quasi una cosa ā€œossessivaā€, sul banco a 12 anni disegnavo le barche e facevo arrabbiare i bidelliā€ ci racconta Emanuele. ā€œMi iscrissi, dopo il diploma al classico, a progettazione navale a La Spezia, ai tempi era ancora a numero chiuso, una facoltĆ  tosta, che adesso ĆØ diventata Ingegneria Nautica. Contemporaneamente alle regate in barca a vela che continuavo a fare e che ho continuato a fare fino a oltre il 2012, mi laureai, con una tesi sulle carene e i regolamenti di regata. Un mio amico che era a Marsiglia fece il mio nome a Gilles Vaton, un progettista che all’epoca era giĆ  molto avanti nel mondo dei maxi a vela. E tutto iniziò cosĆ¬ā€ prosegue Rossi.

Emanuele Rossi, il progettista ā€œfuori dal coroā€ che sta conquistando il mercato.

ā€œPer Gilles Vaton collaborai a numerosi progetti anche molto importanti, fino a decidere di fare il grande passo: l’Eryd come studio nasce nel 2005, in contemporanea con l’Eryd 30 a vela, prima barca a firma solo mia, che fu fatta proprio con l’intenzione di farmi conoscere. UscƬ un render sul Giornale della Vela e un cliente me la chiese prima ancora che fosse completato il primo scafo. Da lƬ ad alcuni anni sarebbero arrivate anche quelle a motore, chiudendo il cerchio con la mia passione di bambino che non era cominciata con la vela.

La prima barca a motore ĆØ stata l’Expression 29 sempre con Gilles Vaton, la prima a firma mia ĆØ il catamarano Makaiā€ aggiunge Emanuele, che poi ci ha parlato anche di quale sia la sua filosofia di designer di barche a motore. ā€œLa mia filosofia progettuale in realtĆ  ĆØ cambiata negli anni, ero partito con una filosofia minimalista. Col tempo mi sono ammorbidito su certe cose, preferisco scelte più funzionali e meno da esercizio di stile. Se dovessi riassumere oggi la mia filosofia progettuale ĆØ quella di essere ā€œcontestualeā€, ovvero sapere soddisfare le richieste del cliente nelle esigenze che ti vengono domandate, a patto però di rimanere in quello che io riconosco come un bell’oggetto, qualcosa che noi italiani conosciamo bene, e che sia anche performante Poi devi sapere leggere il mercato, se stai facendo un trawler stai facendo un trawler, inutile inventarsi di rivoluzionare un concetto di successo. Forse sono più un designer da barche custom, perchĆØ mi piace di sforzarmi di cercare sempre qualcosa in più, anche a costo di mettermi in situazioni difficiliā€.

Il Gari 43, uno dei progetti in arrivo di ERYD, un catamarano stiloso con l’estetica che ricorda quasi una macchina coupĆ© e i due scafi molto ben mimetizzati. A “tradire” i suoi volumi da multiscafo ĆØ la larghezza.

E qual ĆØ la barca ideale di un designer come Emanuele Rossi? ā€œLa mia barca a motore ideale, onestamente ĆØ un catamarano Super stabile, spazioso, in rapporto alla lunghezza hai molta più privacy, su un 37 come il Makai hai due cabine separate, velocitĆ  di crociera importanti e spesso superiori a quelle di un monoscafo a paritĆ  di consumo. L’unico ostacolo dei catamarani a motore ĆØ forse l’estetica, perchĆØ da progettista non ĆØ facile renderli gradevoli e questo ĆØ un esercizio che mi interessa tantissimo e credo di avere sviluppato con il cat Makai. Il Makai M37 ĆØ un catamarano, ma quasi non lo sembraā€. Infine un ultimo tema, molto attuale anche nel mondo dei designer e non solo dei cantieri, l’elettrico. ā€œIn tutta onestĆ  5 anni fa avrei detto no all’elettrico, anche solo per una questione di pesi perchĆØ le batterie pesano tanto e hanno scarsa autonomia. Adesso le cose sono cambiate e migliorate, i tempi sono pù maturi, anche se dipende dal contesto. Per le barche a motore vedo bene anche gli ibridi: entri in rada in elettrico silenziosamente, ma se poi hai bisogno di spinta e autonomia hai la propulsione classicaā€. Parola di un designer di tendenza.

Gli interni del Makai M37 con la particolare finestra sulle cabine anteriori dalle quali si “tocca” l’acqua.

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