2004. Mauritius, il paradiso della pesca

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento a Barche a Motore cartaceo + digitale e a soli 39 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

2004, n.1, febbraio, pag. 52-57.

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel mondo dei momenti epici della nautica a motore. Ecco una delle storie che ci ha appassionato di più.


Mauritius, il paradiso della pesca

Da Barche a Motore 2004, n. 1, febbraio, pag. 52-57.

Perfetta per chi ama passare le giornate dietro la lenza, Mauritius è adatta anche a chi preferisce la vita da spiaggia o non può fare a meno di dedicarsi allo sport anche in vacanza.

Mauritius, isola di origine vulcanica, è situata a Est delle coste del Madagascar nell’Oceano Indiano. La prima cosa che colpisce arrivando in aereo è il contrasto dei colori della natura, dalla linea scura della barriera corallina che si perde nel turchese dell’oceano, al verde smeraldo della ricca vegetazione dell’isola, al cui interno si diramano un gran numero di fiumi, laghi e cascate di rara bellezza. Il viaggio inizia nella costa Sud-Ovest dell’isola, particolarmente indicata per la pesca d’altura. Quasi tutte le strutture alberghiere offrono la possibilità di organizzare battute giornaliere a bordo di fisherman attrezzatissimi che permettono di trascorrere splendide ore di puro mare e divertimento.

Tra canne, lenze ed esche

Come è ormai risaputo anche dai neofiti la mattina ha l’oro in bocca. Una colazione leggera e via verso il pontile del Paradis Hotel. Sono le sette del mattino, il sole non si è ancora levato nel cielo e noi siamo già al pontile dove sono ormeggiati sette fisherman che una decina di ragazzi locali si stanno occupando di organizzare per la giornata. Sulle barche vengono stivate provviste, canne da pesca, esche artificiali e cerate tante quante i membri di ciascun equipaggio perché il tempo non promette nulla di buono. Pronti, si parte lentamente verso la passe della barriera corallina, che in questa parte di costa è visibile anche a occhio nudo…l’oceano ci attende. La prima domanda che viene fatta agli equipaggi è quali pesci proveremo a tirare su, con i ragazzi è davvero molto facile comunicare in quanto parlano quasi tutti almeno tre lingue, francese, inglese e creolo. Rudy, il marinaio, ci spiega che ci sono tantissime varietà di pesci in base alla stagione e ai passaggi dei branchi. Da novembre ad aprile, per esempio, è possibile ingaggiare una serrata lotta con grossi Blue o Black Marlin, Tonni Pinna Gialla e potenti Barracuda. Subito dopo ci illustra il funzionamento delle canne da pesca, sblocca i mulinelli e lascia che la lenza si perda dietro la scia della barca. Le canne vengono armate con grosse esche finte dai colori sgargianti e fissate in appositi punti, facilmente accessibili e abbastanza spaziosi da permettere ogni tipo di movimento nel momento in cui ci si imbatte nelle prede.

La spiaggia del Paradis Hotel, sul promontorio di Le Morne.

L’attesa non è lunghissima, i motori si fermano all’improvviso, la lenza si tende come una corda di violino e la canna da pesca si flette quasi a spezzarsi, un brivido…si inizia! La postazione più ambita è ovviamente quella centrale, con l’apposita poltroncina con una canna fissata alla base da vero pescatore d’altura, o per lo meno come si vede in molti film e documentari sull’argomento. La mattinata scorre in fretta e la nostra piccola stiva si riempie di pesci differenti e sempre più grossi. Diverse ore passate a correre avanti e indietro spesso senza nemmeno capire che cosa stava succedendo, se il pesce era ancora lì o aveva mollato. Per poi vederlo arrivare a bordo, dimenarsi come un matto e finire in men che non si dica con gli altri e via da capo. Altra lenza, altro giro. Un’esperienza che da neofiti ci ha davvero entusiasmato, oltre che per i risultati, anche per la professionalità, l’efficienza, la pazienza e la destrezza dei locali che erano con noi.

E chi soffre il mare?

Mauritius però, non è solo questo, data la varietà paesaggistica, l’isola, offre anche la possibilità di splendide gite a bordo di catamarani ed escursioni al suo interno. Degno di nota risulta essere un itinerario organizzato dal Beachcomber Sport & Nature, all’insegna dell’avventura durante il quale si può praticare del canyoning scendendo in corda doppia da tre differenti cascate, per poi salire in sella alla mountain bike e percorrere sterrati in mezzo alla natura selvaggia dell’isola e infine giungere sulle sponde del Riviére la Chaux, fiume privo di correnti dove ci si rilassa un attimo durante un tratto di navigazione a bordo di alcune canoe. Da non perdere assolutamente è lo spettacolo offerto dalle Charamel Waterfalls, spettacolari cascate immerse nella verdissima vegetazione dell’isola che compiono un salto molto alto. Poco distanti si trovano anche le formazioni vulcaniche famose per presentare una varietà di sfumature che va dal verde al giallo passando per il blu e l’ocra.

Mauritius è il luogo ideale per chi ama praticare la pesca, ma anche per chi ama esplorare luoghi meravigliosi e praticare avventurose escursioni.

Tra riti, artigianato e piantagioni di té

A Grand Bassin, nel distretto montuoso di Savanne, è possibile visitare uno dei più importanti templi indù all’interno del quale, in un cratere, è situato il Secret Lake. Qui, nei mesi di febbraio o marzo si svolge il Maha Shivaratree, festival induista, durante il quale, dopo un pellegrinaggio, i fedeli si immergono per purificarsi. Fate attenzione alle scimmie che popolano il tempio che oltre a essere trattate come delle divinità si divertono a rubare i tributi che vengono portati dagli Induisti sulle sponde del lago. Da non perdere, per gli appassionati di tè, è la visita alla fabbrica Bois Cheri e alla sua piantagione a cui normalmente segue una degustazione dei vari tipi di tè nel-la bellissima villa di Saint Aubin costruita nel 1819 da cui si gode uno splendido panorama della valle sottostante. Assieme alla canna da zucchero questo è il prodotto più importante dell’isola e viene esportato in tutto il mondo. Proseguendo il giro si incontra la città di Curpipe, a 20 kilometri da Port Louis, dov’è possibile vedere il più grande vulcano dell’isola il Trou aux Cerves, ancora attivo. La città è famosa anche per lo stile coloniale delle case e per alcune botteghe dove gli artigiani costruiscono a mano barche e velieri in legno che poi possono essere acquistate a prezzi modici. Port Louis, situata sulla costa Ovest, è la capitale e anche la città più grande dell’isola. Prende il nome da re Luigi XIV, i francesi infatti vi sbarcarono nel 1715 e il porto divenne un vero punto strategico per il commercio delle spezie. Non si può dire che Mauritius non soddisfi davvero le esigenze più diverse, anche se la pesca rimane il fiore all’occhiello soprattutto, per la soddisfazione e il divertimento che regala anche ai meno esperti.

Lo spettacolare mare delle Mauritius.

di Renato Izzo


 

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Entra nel Club del Giornale della Vela

Le barche a motore, le sue storie, dal piccolo open ai motoryacht. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevere ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”.

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

2021. Marco Valle: “Abbiamo tracciato una rotta vincente”

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel

2018: Croazia, in Adriatico per sognare

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel

2002. Intervista a Gianfranco Rizzardi, gioie e motori

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel

2021. Rodi Basso: ci aspetta un futuro elettrizzante

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel

Torna in alto